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Riuso creativo: che cos è il riuso creativo e perchè preferirlo al riciclo

In questo articolo ho deciso di discutere il tema del Upcycling (riuso creativo) e di lasciarvi qualche lettura utile a fine articolo per comprendere al meglio l’argomento.

Che cos è il Riuso creativo

Upcycling

Se bene per molti può sembrare un termine nuovo questo termine è in realtà in uso dagli anni ’90 del secolo scorso.

I termini Upcycling (riuso creativo) e Downcycling sono stati infatti usati per la prima volta in questo articolo di SalvoNEWS da Thornton Kay citando Reiner Pilz e pubblicato nel 1994.

“We talked about the impending EU Demolition Waste Streams directive. “Recycling,” he said, “I call it downcycling. They smash bricks, they smash everything. What we need is upcycling, where old products are given more value, not less.”

Tradotto:

“Abbiamo parlato dell’imminente direttiva UE sui flussi di rifiuti da demolizione. “Riciclaggio”, ha detto, “lo chiamo downcycling. Rompono i mattoni, rompono tutto. Ciò di cui abbiamo bisogno è il riciclo, in cui i vecchi prodotti hanno più valore, non meno.”

Di cosa si tratta?

Si tratta, del processo di riutilizzo e trasformazione di tutti quegli oggetti, considerati finiti, o che semplicemente qualcuno ha deciso di gettare .

Un altro nome del Upcycling è infatti Creative reuse (riuso creativo) termine che fa capire ancora meglio la natura di questa pratica.

Scendiamo nel merito dell’argomento e vediamo più in dettaglio in cosa consiste questo processo.

Piramide dei rifiuti

Una primo chiarimento che è conveniente fare per capire meglio questo argomento è quella tra i vari processi di smaltimento dei rifiuti.

Sia l’upcycling che il riciclo, fanno parte dei processi utilizzati per gestire la fine della vita di un oggetto quando diventa rifiuto.

Questi processi si trovano a metà della così detta “Piramide dei rifiuti”.

La Piramide dei rifiuti rappresenta una scala gerarchica di pratiche, dalla migliore, ossia la meno impattante a livello ambientale, alla peggiore.

la piramide dei rifiuti rappresenta le pratiche più ecosostenibili
La Piramide dei Rifiuti

Pratiche: migliori e peggiori

La Prevenzione (che racchiude pratiche come ridurre la produzione di materiali non smaltibili o l’utilizzo di materiali meno impattanti o di più facile smaltimento a fine vita) è considerata la pratica migliore.

Lo Smaltimento (smaltimenti in discarica e processi di incenerimento) rappresenta la pratica peggiore cioè quella con un più alto impatto sull’ambiente.

bottiglie di plastica non riutilizzate che diventeranno rifiuti.

Riuso creativo e Riciclo

Perchè allora porre attenzione proprio sul riutilizzo e il riciclo?

Sebbene non siano le pratiche migliori possibili per la gestione dei rifiuti, come abbiamo visto infatti si trovano a metà della “piramide dei rifiuti” e non al apice, esse sono comunque le due pratiche alla portata della maggior parte delle persone.

Su queste pratiche possiamo incidere sicuramente in maniera più efficace.

La Prevenzione e la Minimizzazione sono pratiche attuabili a monte della produzione di qualsiasi materiale ed oggetto d’uso comune e  quindi riguardano più da vicino fabbriche, aziende e produzioni di massa.

Questo non significa che anche noi come singoli non possiamo attuare pratiche di Prevenzione e Minimizzazione ma abbiamo possibilità di farlo in maniera molto ridotta rispetto ad un sistema di produzione massiva.

Facciamo Chiarezza

Facciamo un esempio concreto per capire meglio questo punto fondamentale.

Prevenzione come singolo

Se decido di fare la spesa ogni giorno portandomi una busta di stoffa da casa piuttosto che usare le buste di plastica del mercato metto in atto una forma di Prevenzione.

Minimizzazione come singolo

Nello stesso modo anche se utilizzo una busta di plastica, ma sempre la stessa, passo al gradino successivo della piramide attuando di fatto un piccolo processo di Minimizzazione perchè appunto minimizzo l’utilizzo di buste di plastica ad una sola.

Queste due situazioni si possono verificare anche in molti altri aspetti della vita quotidiana.

Posso infatti preferire una borraccia, che provvederò a riempire ogni volta che ne avrò bisogno, piuttosto che comprare molte bottiglie, che poi andrebbero comunque smaltite con processi successivi nella “Piramide dei rifiuti” e quindi in modo più inquinante.

Queste sono ovviamente buonissime pratiche che tutti dovremmo imparare a mettere in atto quotidianamente, il problema principale è che questi accorgimenti messi in atto dai singoli rimangono su scala ridotta.

sacchetto di stoffa riutilizzabile per fare la spesa, esempio di riuso creativo.

Cosa può fare un azienda?

Diciamo quindi che un azienda X che produce mobili e arredamento decida di adottare metodi di Prevenzione.

Lo potrà fare preferendo nel suo packaging (tutto ciò che riguarda l’imballaggio) cartone o materiali più sostenibili piuttosto che plastica.

Se vuole attuare una Minimizzazione può sostituire le parti di imballo in plastica con altri materiali, dove possibile.

Risulta allora ovvio che operando su una scala molto più grande e producendo in massa, queste operazioni avranno una forza molto maggiore.

Risulta altrettanto ovvio quanto questa forza sia maggiore paragonata alle pratiche eseguibili da un singolo.

Quando un prodotto non viene reso sostenibile prima che esso arrivi a noi, sarà nostro compito rendere la sua impronta ambientale più piccola possibile.

Spesso non possiamo decidere come nasce un prodotto ma abbiamo pieno potere decisionale sulla fine del suo ciclo vitale.

tazze bio-degradabili in cartone, riuso creativo

Perchè preferire il riuso al riciclo?

Ok, tutto chiaro direte voi, ma a questo punto forse vi starete domandando: perchè allora dovrei fare Riuso quando posso semplicemente riciclare i miei oggetti vecchi e fare comunque del bene al ambiente?

Il punto chiave di questa storia sta nel fatto che, certamente, riciclare è una bella cosa ma il riciclo purtroppo presenta qualche punto di debolezza rispetto al riutilizzo, per esempio:

  • Il riciclo richiede sprechi di energia: per essere portato a nuova vita il materiale riciclato deve subire ulteriori lavorazioni, produrre, anche se in maniera minima, rifiuti.                  Nel riuso creativo invece i materiali non subiscono trasformazioni pesanti, non ci sono quindi ulteriori sprechi e perdite di materiale
  • Nei processi di riciclo, quasi sempre, i nuovi materiali a fine processo presentano caratteristiche qualitative inferiori al prodotto prima del processo di riciclo.                  Al contrario del con metodi di Upcycling avremo un nuovo prodotto che avrà acquistato valore aggiunto e quindi qualitativamente superiore al prodotto originario ormai finito.
  • Upcycling fa risparmiare soldi, parliamoci chiaro a tutti piace risparmiare soldi.   Quindi perchè non approfittarne riutilizzando in maniera creativa qualcosa che è già in nostro possesso? faremo del bene all’ambiente e alle nostre tasche.
  • Il recycling agevola e alimenta il meccanismo del usa e getta, l’upcycling lo combatte, tutti gli oggetti possono trovare nuova vita e non essere gettati.

Come è applicabile il riuso ?

Il Riuso creativo è un metodo che può essere applicato a tantissimi ambiti della nostra vita.

Dalla moda, al giardinaggio al mondo dell’arte, per finire al architettura (esistono interi progetti che lo adottano come metodo).

Soprattutto può essere applicato al mondo della casa, del arredo e della decorazione che è ovviamente quello che interessa di più a noi.

riuso creativo: bottiglie di plastica riutilizzate come porta piante.

In questo primo articolo ho voluto dare un introduzione generale per iniziare a familiarizzare con questo argomento e capirne il significato intrinseco.

Avrei voluto anche dare qualche esempio, qualche idea applicabile alla vita di tutti i giorni e qualche esempio di arredo e decorazione che tutti possono creare mettendo in pratica Il riuso creativo.

L’articolo diventerebbe però troppo lungo.

Quindi ho deciso di dividerlo in due articoli, nel prossimo vi proporrò tutta una serie di esempi ed idee per l’arredo e vi parlerò delle mie applicazioni di Upcycling preferite.

Letture utili

Nel frattempo, per chi fosse interessato, vi consiglio qualche lettura utile sull’ argomento che toccano anche altri temi vicini ad esso.

Cliccando sul titolo accederete direttamente alla pagina di Amazon se foste interessati al loro acquisto.

Transizione alla Green economy di Edo Ronchi edito da Edizioni Ambiente

Parte da una riflessione critica sullo sviluppo sostenibile e propone un’interessante definizione dei fondamenti della green economy.

Disponibile anche in versione Kindle

Costruire a zero rifiuti. Strategie e strumenti per la prevenzione e l’upcycling dei materiali di scarto in edilizia di Paola Altamura edito da Franco Angeli

La prevenzione e l’upcycling dei materiali di scarto da costruzione e demolizione e altre filiere sono infatti determinanti per l’efficacia ecologica del manufatto edilizio.

Storia globale dell’ambiente di Stephen Mosley edito da Il Mulino

Il volume ricapitola la storia del rapporto fra uomo e natura, trattando in maniera tematica gli effetti dell’intervento umano sulla fauna, sulle foreste e sul suolo, e la ricaduta complessiva sull’ambiente del grande sviluppo delle città, dopo la rivoluzione industriale.

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